Il trattamento di Reiki è pericoloso? Affidati a professionisti

Il reiki è pericoloso? E’ una delle domande più gettonate online, ciò accade perché il Reiki viene  spesso comunicato in maniera imprecisa o attribuendo poteri più simili alla “magia” che ad un trattamento di medicina orientale qual’è . Essendo io Master Reiki e professionista abilitata da oltre 20 anni ciò mi provoca un forte malessere ed è anche per questo che con costanza e passione scrivo settimanalmente sul mio blog. Cerco il più possibile di divulgare cosa sia realmente il Reiki e come un trattamento, se fatto da personale adeguato, sia un ottimo aiuto anche a supporto di farmaci e cure mediche tradizionali. 

Mi rendo conto che è normale avere molti dubbi sopratutto quando Reiki è associato a pratiche occulte o ancora peggio associato a “sette” dove si pratica il lavaggio della mente per rendere le persone adepte. Eticamente mi sento in dovere di ribadire il concetto che bisogna diffidare da tutti quegli operatori che diffondo il messaggio che con il Reiki si possono curare malattie (più o meno invalidanti), sospendere farmaci che ci possono aiutare in determinati periodi o cure a cui ci sottoponiamo.

Il Reiki non è assolutamente un sostitutivo della medicina tradizionale, può diventare invece, un valido supporto e  sostegno per aiutare il nostro cliente ad affrontare il suo percorso clinico.

Penso che molto spesso la cosa che fa diffidare del Reiki è il fatto che nella nostra società non concepiamo ancora come un trattamento energetico, quindi non tangibile (come lo può essere un massaggio), possa aiutarci.

Un trattamento di Reiki non è solo l’appoggio delle mani, dietro ci sono anni di studio nei quali si impara a percepire i “blocchi” dove l’energia è carente. Semplicemente è diverso da qualsiasi altra tecnica, ma non con questo meno valida.

Ti porto anche l’esempio dell’agopuntura che non capiamo bene come possa aiutarci, ma quando la proviamo capiamo che ci aiuta. Gli aghi messi in particolari punti energetici fanno fluire l’energia nel modo corretto e cosi funziona anche il reiki.

Il cliente che si affida a me troverà, oltre all’ora di trattamento  anche una consulenza nella quale gli fornisco il feed back del trattamento. E’ importante rendere i miei clienti indipendenti, fornirgli l’aiuto iniziale senza renderli dipendenti.

Il Reiki è pericoloso? Come capire se hai davanti un professionista?

L’obiettivo di un trattamento di Reiki è il benessere fisico mentale della persona che comporta anche una maggior consapevolezza. Ciò può avvenire esclusivamente se hai di fronte un professionista certificato con anni di esperienza. Poi, siamo sinceri fin in fondo, può anche accadere che una operatore abbia fatto dei corsi di Reiki ma questo non lo rende comunque adeguato alla professione. Quindi vediamo di capire come tutelarsi:

  • fare ricerche sul professionista, online o con passa parola, per comprendere che abilitazione abbia e come svolge il suo lavoro;
  • chiedere un colloquio telefonico al fine di potergli porre tutte le domande e già sentire se la persona vi tratterà con un rapporto cliente-professionista o magari comincia con discorsi di altro genere per indurvi a “credere” in qualcosa;
  • un professionista come me non ha alcun interesse a vincolarvi o rendervi dipendenti con discorsi ” se non fai questo allora….”. Il professionista ha l’obbligo morale e professionale di essere al vostro servizio e farvi bene non di farvi sentire inadeguati o mancanti di qualcosa;
  • il Reiki è un valido aiuto ma non si sostituisce ai farmici; chiunque vi proponga “intrugli” o di abbandonare farmici, consulti medici e affini è un ciarlatano;
  • il Reiki può essere visto anche come un percorso di consapevolezza individuale e quindi può portare a più trattamenti ma questo come in ogni percorso che si rispetti. Anche se andate in palestra non otterrete risultati in un giorno, stessa cosa dal fisioterapista o da un dietologo; ciò però non significa che chi svolte il trattamento debba necessariamente indurvi a spendere soldi su soldi se no … chissà cosa può succedere.

Quando  è sconsigliato un trattamento di Reiki?

Il Reiki di per sé non ha controindicazioni. Può essere fatto in stato di gravidanza, anche in assunzione di farmici ed anche in condizioni pre o post operatorie; anzi!  il Reiki è propri in questi casi che è opportuno farlo al fine di aiutarvi a mantenere il più possibile in equilibrio la vostra energia. 

Dato però che, come più volte ribadito, il Reiki lavora a livello energetico emozionale può capire che una persona sia particolarmente in squilibrio emozionale/energetico che potrebbe essere “troppo” faticoso per la persona andare ulteriormente a “stressare” una parte già particolarmente sovraesposta. Ecco perché prima di iniziare una seduta di Reiki faccio sempre un colloquio conoscitivo in cui comprendere lo stato di benessere ed equilibrio della persona. 

Il Reiki non è un mero massaggino di rilassamento è realmente un trattamento di cura di benessere che si va ad integrare alle cure e farmaci già presenti nelle nostre vite. 

Il professionista è colui che ha anche la capacità di dire di no ad un potenziale cliente nel pieno rispetto della persona. 

Ti consiglio di leggere anche questo articolo nel quale ti spiego come funziona una seduta di Reiki Link. Se hai altri dubbi non esitare a chiedere, nei commenti, seguendomi sulla mia Pagina di Facebook o se preferisci fissare una consulenza personalizzata al fine di comprendere cosa possiamo fare insieme per il tuo benessere.

 

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